Agire contro le ostilità e le diffidenze preconcette

I pregiudizi contro la Libera Muratoria

È mia intenzione di proporre una meditazione sullo scetticismo, vuoi pregiudizio, che circonda la Massoneria nel mondo profano. È esperienza comune a noi tutti quella della difficoltà di spiegare agli altri la reale natura iniziatica della nostra filosofia di vita, basata sulla ricerca del perfezionamento individuale e sulla massima tolleranza delle idee altrui.

 Giorgio Grandini, ex V.M.i.C. della Loggia «Brenno Bertoni» di Lugano (Revista massonica svizzera febbraio  2006)

Mi riferisco ad una recente discussione avuta con una compagna di Liceo, che non vedevo da oltre trent’anni. Roberta era casualmente in Ticino per motivi familiari e mi aveva interpellato per una consulenza professionale. In occasione del nostro incontro abbiamo avuto modo di ripercorrere gli entusiasmi giovanili per una società utopica, dove la giustizia sociale - ci illudevamo - potesse trionfare sugli opportunismi di un mondo egoistico e troppo chiuso su se stesso. Roberta mi ha parlato inoltre delle sue esperienze come docente universitaria a New York.

Perplessità «intellettuale»…

Il discorso è poi scivolato casualmente sull’argomento della Massoneria. Non senza un certo pudore, le ho detto della mia appartenenza all’Ordine iniziatico. Ne è seguita una lunga e vivace discussione, durante la quale, apparentemente senza grande successo, ho cercato di motivarle la mia scelta di vita. Malgrado l’interesse che Roberta manifestava al mio dire, intuivo vieppiù la sua perplessità «intellettuale» ad accettare le mie motivazioni esistenziali. Con l’arguzia che ha sempre caratterizzato il suo argomentare, Roberta – ponendo fine ad una discussione andata forse troppo oltre – mi ha invitato a leggere il romanzo di Vincenzo Cerani «Un borghese piccolo piccolo», quasi a volermi aprire gli occhi su una «realtà», a suo giudizio, ben diversa dai miei convincimenti. Recuperato non senza fatica il racconto di Cerani - pubblicato da Einaudi, per la prima volta nel 1976 - ho letto con interesse la storia drammatica di un funzionario del Ministero, ormai prossimo alla pensione, desideroso di lasciare il proprio posto di lavoro, percorrendo la via usuale della raccomandazione, al figlio neo diplomato in ragioneria. Quando questo suo desiderio sembrava ormai prossimo alla realizzazione, il figlio unico viene accidentalmente ucciso durante una rapina ad una banca. Il dramma trasforma lentamente il pacifico funzionario nello spietato aguzzino dell’assassino del figlio. Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film di successo del regista Mario Monticelli, con Alberto Sordi nelle vesti del protagonista.

«Un borghese piccolo piccolo»

Collante di tutta la sordida vicenda di questo racconto risulta essere la Massoneria. Infatti, per raccomandare il destino professionale del figlio, il funzionario si rivolge al suo capo ufficio, che gli fa presente come sia difficile esaudire tale desiderio, visto che per duemila posti pubblici concorrevano mediamente dodicimila interessati. Una soluzione era comunque ipotizzabile: quella di aderire alla Massoneria, per poter beneficiare in anteprima delle domande d’esame. Il romanzo descrive poi un incongruo processo di avvicinamento all’Ordine iniziatico del protagonista, chiamato a superare le iniziali paure della scomunica, che la Chiesa Cattolica «senza neppure chiedere spiegazioni, addirittura senza saperlo» gli avrebbe automaticamente imposto: «Ma una certezza assoluta gli restituì forza e speranza e cioè che gli occhi di Dio erano più grandi di quelli della Chiesa, che Lui Dio vedeva tutto e conosceva le circostanze e le attenuanti di quella sua decisione di apparente sacrilegio ...».

La successiva iniziazione, pure ironicamente descritta, culmina con la sorpresa del neofita di scoprire fra i presenti – una volta tolta la benda dagli occhi – numerosi colleghi di lavoro: «Mariani ... anche lei qua?... Ma c’è tutto il quarto piano del Ministero!».

Grazie agli auspici della Massoneria, di cui il nostro sembra essere ormai diventato un fervido addetto, il funzionario riesce ad ottenere anticipatamente le domande d’esame per il concorso del figlio. Non altrettanto solerte sembra, per contro, essere l’aiuto massonico di fronte al dramma della morte del figlio. Il protagonista, vieppiù solo e abbandonato al proprio dolore, si trasforma progressivamente nel perfido aguzzino, che trova sollievo unicamente nel farsi giustizia da sé per il torto subito.

Il breve romanzo di Ceriani, contiene quindi una profonda critica alla Massoneria, atta, secondo l’autore, a soddisfare le grette ambizioni dei propri adepti, ma incapace di trasformarli in veri e propri Apostoli della Luce di fronte alle avversità e ai drammi della vita.

Se il mondo «intellettuale», alla stregua di Cerani, sembra spesso chiudersi aprioristicamente alla Massoneria, possiamo facilmente intuire quali avversità e sospetti contro il nostro Ordine possano regnare fra i profani meno istruiti, che sovente la considerato come una vera e propria setta segreta.

Cosa possiamo fare?

Un esempio convincente viene fornito dalla mia stessa Loggia, ossia dalla pubblicazione del libro per il sessantesimo dalla morte di Brenno Bertoni, del titolo «Tra ideale e pragmatismo», volto al recupero dei più alti valori ideali e democratici, patrimonio storico e culturale della nostra società, purtroppo offuscato da decenni di benessere e di conformismo politico.

Non a caso l’importante opera, ideata e intensamente voluta dal nostro ex V.M.i.C. Fr. Giovanni Cossi, nonché curata da valenti studiosi non appartenenti alla Massoneria, ha raccolto il consenso e il sostegno ufficiale del Partito Liberale Radicale e, soprattutto, del Consiglio di Stato del Cantone Ticino. Un risultato questo che deve rallegrare tutti i Massoni ticinesi per essere finalmente stati in grado di spezzare l’isolamento e l’omertà, che da tempo colpiscono inesorabilmente le nostre Logge, favorendo il diffondersi dell’ostilità preconcetta e della diffidenza nei nostri confronti.

A noi tutti il compito di farci futuri promotori di simili iniziative capaci di dare visibilità e credibilità alla Massoneria in generale e alle nostre Officine in particolare.

 

Alpina